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Raccontare la geotermia insieme: ricerca, territorio e comunità

Il resoconto dell’evento di disseminazione del progetto TOGETHER a Oliveto Citra

di Ortensia Amoroso e Valeria Giampaolo

 

L’evento di disseminazione del progetto TOGETHER, svoltosi il 2 febbraio 2026 nel pomeriggio presso l’Auditorium Provinciale di Oliveto Citra, è stato concepito come un momento di incontro e di dialogo tra ricerca scientifica, territorio e comunità. In circa due ore di confronto, ricercatori, amministratori, imprese, scuole e cittadini hanno discusso il tema dell’energia geotermica, riflettendo sulle sue potenzialità e sulle sfide legate al suo sviluppo nei contesti locali.

L’incontro non si è limitato alla presentazione dei risultati scientifici del progetto, ma ha voluto offrire uno spazio di ascolto e di confronto, mettendo al centro una domanda chiave: in che modo la conoscenza del sottosuolo può contribuire a costruire un futuro energetico più consapevole e condiviso?

 

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Gli usi del calore geotermico.
Il calore naturale della Terra può essere sfruttato a diverse temperature e profondità: dagli usi diretti per il riscaldamento e raffrescamento degli edifici, fino alla produzione di energia elettrica. La geotermia è una risorsa flessibile, adattabile ai contesti locali (
https://ingvambiente.com/2019/05/28/impariamo-a-conoscere-lenergia-geotermica-e-luso-che-se-ne-puo-fare/, immagine di M. Procesi).

 

La geotermia oltre il termalismo

Uno dei primi temi emersi riguarda la percezione della geotermia sul territorio. Spesso associata esclusivamente al termalismo, la geotermia è stata invece presentata come una risorsa energetica rinnovabile capace di offrire benefici ambientali, economici e sociali. È stato sottolineato come il calore naturale della Terra possa essere utilizzato a diverse profondità e per applicazioni differenti, dal riscaldamento e raffrescamento degli edifici fino a usi più complessi legati alla produzione energetica e all’accumulo termico.

Nel corso degli interventi è emersa l’importanza di considerare la geotermia non solo come tecnologia, ma come opportunità di investimento sul futuro delle comunità, in termini di competenze, occupazione qualificata e valorizzazione delle risorse locali.

 

Il progetto TOGETHER: conoscere il sottosuolo per ridurre le incertezze

Il cuore dell’incontro è stato dedicato alla presentazione del progetto TOGETHER, che si basa su un approccio geofisico “multi-messaggero”. Integrando tecniche elettriche, elettromagnetiche e sismiche, il progetto mira a migliorare l’immagine del sottosuolo e a caratterizzare in modo più affidabile i serbatoi geotermici.

Attraverso esempi tratti dalle aree di studio della Valle del Sele e della Val d’Agri, è stato mostrato come la modellazione bidimensionale e tridimensionale permetta di visualizzare strutture profonde normalmente invisibili, riducendo le incertezze nelle fasi di pianificazione. Un aspetto centrale è stato il valore di queste immagini non solo come strumento scientifico, ma anche come mezzo di comunicazione, capace di rendere comprensibili concetti complessi a un pubblico non specialistico.

   

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Conoscere il sottosuolo per ridurre le incertezze.
Il progetto TOGETHER utilizza un approccio geofisico multi-messaggero per ricostruire la struttura del sottosuolo e migliorare la comprensione dei serbatoi geotermici (USGS).

 

Scuola e formazione: “mettere le mani” nella ricerca

Uno dei momenti più significativi dell’evento ha riguardato il contributo delle scuole. Docenti e tutor hanno evidenziato come il coinvolgimento diretto degli studenti nelle attività del progetto abbia prodotto un apprendimento più profondo rispetto a una lezione tradizionale.

Gli studenti hanno partecipato alle campagne di misura, visitato i laboratori dove si svolgono le ricerche e rielaborato in modo autonomo i contenuti scientifici, realizzando materiali divulgativi destinati alla comunità. Questo percorso ha acceso entusiasmo, senso critico e consapevolezza, trasformando la geotermia in un tema da raccontare e condividere, oltre che da studiare.

È emersa con forza l’idea che la formazione scientifica debba iniziare presto, offrendo ai giovani strumenti utili per orientare le proprie scelte future e per riconoscere le opportunità presenti nel proprio territorio.

 

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La ricerca come esperienza formativa.
Studenti e docenti hanno partecipato attivamente alle attività del progetto, rielaborando i contenuti scientifici in materiali divulgativi destinati alla comunità. Un esempio concreto di apprendimento attraverso il coinvolgimento diretto.

 

Imprese, filiere e riuso delle infrastrutture esistenti

La discussione ha toccato anche il rapporto tra ricerca e sistema produttivo. È stato sottolineato come lo sviluppo della geotermia possa attivare filiere locali legate alla meccanica di precisione, ai servizi tecnologici e alla manutenzione degli impianti, generando ricadute occupazionali di qualità.

Particolare interesse ha suscitato il tema del riutilizzo dei pozzi petroliferi dismessi o in fase di esaurimento, soprattutto in aree come la Val d’Agri, dove l’estrazione di idrocarburi ha segnato a lungo il territorio. La possibilità di riconvertire queste infrastrutture per usi geotermici è stata discussa come una strada concreta per accompagnare la transizione energetica, trasformando una fase di declino produttivo in un’opportunità di rilancio.

 

Accettazione pubblica e dialogo con le comunità

Un tema ricorrente nel dibattito è stato quello dell’accettazione pubblica. In alcune realtà locali persistono diffidenze legate a esperienze passate o a una comunicazione percepita come distante. Per questo motivo è stata ribadita l’importanza di un approccio trasparente, narrativo e partecipato, capace di spiegare non solo i benefici, ma anche i limiti e le criticità delle tecnologie energetiche.

La disseminazione è stata riconosciuta come un processo continuo e bidirezionale, in cui la scienza non si limita a informare, ma ascolta il territorio e ne integra le esigenze.

 

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Dimensioni dell’accettazione sociale delle energie rinnovabili.
Immagine ridisegnata da  "REN21 Renewables 2020 Global Status Report". 

 

Uno sguardo al futuro

In un tempo concentrato ma ricco di contenuti, l’evento di Oliveto Citra ha mostrato come la geotermia possa diventare un punto di incontro tra ricerca, formazione, imprese e istituzioni. Nel corso della discussione è emersa una parola chiave: speranza, intesa non come attesa passiva, ma come possibilità concreta di costruire scenari energetici sostenibili e condivisi.

L’esperienza di TOGETHER conferma che conoscere il sottosuolo significa anche costruire consapevolezza in superficie, creando le condizioni per scelte energetiche informate, responsabili e radicate nei territori.